In cattedra con Gigliola

Dei tre protagonisti, la principale è una piccola “prima donna” dal nome candido ma di già ben decisa personalità e vivacità. Gli amorevoli genitori, specialmente il padre, ne sono ben consapevoli e spesso rimangono stupiti dal senno dimostrato dalla figlioletta. A volte il sorriso è suscitato dal ribaltamento dei ruoli convenzionali in particolar modo paterni: è il papà che teme di essere rimproverato per il regalo non bene accetto di una bambola che potrebbe finirgli scaraventata sulla testa, o di essere redarguito per non saper aiutare nei compiti scolastici. Per sua stessa ammissione, il padre riconosce che la figlia è la sua “gioia” e ” luce” dei suoi occhi, benché un tantino pedante “con il suo tipico ciglio da sapientona”, ma ammette anche che “non c’è giorno in cui non si insegni lei stessa un qualcosa di nuovo della vita”. I commenti e le reazioni della bambina colgono spesso di sorpresa il papà, che finisce per costituire il co-protagonista tenero e amabile, fallibile ma figura sempre presente nella filatura di questi racconti.
(dalla prefazione di Anna Clara Ionta)

Da un’idea di Anna Clara Ionta con le illustrazioni di Aurora Braga

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