Quanto costa un libro?

Come si forma il “prezzo” di una storia, di un racconto, di una raccolta di poesie?

Ci sono innanzitutto i costi materiali, della carta e della distribuzione alle librerie, ovviamente, e poi i compensi dovuti all’editore e all’autore.

Questo fino a poco fa. Ora, con l’avvento della rivoluzione portata dalle tecnologie virtuali degli e-book, questo bel castello di “carta” durato secoli sta miseramente crollando, anche se sembra che il libro per come lo abbiamo conosciuto fin qui sembra dover durare ancora molto tempo.

Adesso, però, il costo di un e-book si aggira anche sotto la soglia di un “misero” euro. Dieci o venti volte meno di un libro classico!

Resisterà, l’editoria cartacea, all’onda lunga di questa concorrenza devastante? E che ne sarà dei profitti degli autori, frantumati e polverizzati? Qual è il valore, vero, di un libro?

Oggi i libri sono offerti in formato elettronico ad un prezzo quasi inesistente, e ad uno scopo ben preciso: far diffondere la tecnologia che li supporta. Si “regalano” migliaia di libri per rendere appetibile le “tavolette” illuminate o gli altri “aggeggi” che stanno piovendo nelle nostre mani.

Per chi non se fosse ancora accorto, siamo ormai entrati in un’epoca totalmente nuova e diversa, il cui orizzonte temporale non è dato sapere. Inutile alzare barriere di carta: verranno spazzate via con un soffio.

Dunque, a quale prezzo far pagare i “nuovi” libri? La metà di quelli di carta? Due euro? Uno? Un centesimo? Niente?

Beh, di certo non sarò io, autore “emergente” a deciderlo, ma ho ben chiara in mente una cosa: bisogna dare un valore ai libri, di qualunque natura esso sia.

Su questo siamo tutti d’accordo, ma la domanda è: quanto?

A me personalmente farebbe più piacere sapere che le mie parole raggiungono i confini più profondi dell’Universo, piuttosto che pensare di potermi arricchire con qualche best-seller di cui, al mio prossimo compleanno, non si ricorderà nessuno. Ma non è questo il problema. La questione è invece come si dà il giusto valore ad un autore, alle sue idee, alle sue parole, perché dietro un libro e una storia ci sono uomini e donne, e gli uomini e le donne un valore ce l’hanno eccome. Loro, gli uomini e le donne che scrivono, che vivono, immaginano, ricordano, sono di carne, ossa e spirito, e non sono per nulla virtuali. Loro sono per sempre, perché vivono e muoiono una volta sola, e per questo sono preziosissimi. Chi glielo fa fare, a loro, di spendere una parte della loro vita per vedere vendere i loro libri e le loro fatiche più ardue a meno di un euro?

Qui sta il punto.

L’avvento dei libri ad un euro apre due possibilità. Chi di libri vuole viverci, dovrà per forza di cose aumentare di circa dieci o venti volte (o forse cento!) la sua capacità di arrivare ai potenziali compratori, e qui gli “editori” dovranno affinare ancora di più le armi. Dovranno combattere campagne di conquista assai più dure, addirittura planetarie, magari offrendo sin da subito la versione inglese e cinese, arricchita da back-stage, filmati e gadget. Ma chi vuole scrivere e basta, chi vuole solo sperare che “qualcuno” in giro per il mondo si accorga di lui al solo scopo di leggere un’esperienza nuova, beh, allora non avrà nulla da temere dall’abbassamento dei prezzi dei libri.

La nuova era degli e-book farà impazzire chi di libri vuole farne un commercio, farà sparire chi dei libri non sa che farsene, ma non farà sparire chi crede nella forza rinnovatrice delle parole umane.

Pino De Renzi

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