Partecipi al Progetto Berlino?

Il progetto Berlino nasce da un’idea dell’editore Mnamon, che pubblica soprattutto libri in formato elettronico multimediale, i cosiddetti e-book.

L’idea prese spunto da un mio libro, Realitas, pubblicato due anni fa da Mnamon stesso. In Realitas realizzai un piccolo esperimento con Roberta Franz, una mia amica poetessa, fotografa e pittrice. Realitas era un libro in cui una storia d’amore era descritta attraverso tutte le arti letterarie e figurative possibili: prosa, poesia, disegni, foto, quadri…

L’editore Mnamon rimase colpito da questa idea e mi propose di fare da coordinatore per un progetto simile, ma più preciso ed esteso: il progetto Berlino, appunto. Il nome deriva dal fatto che Claudio Salvi, ideatore del progetto, si trovava in quel momento a Berlino. Tutta la fase di ideazione si svolse via internet, attraverso Skype.

Durante le nostre chiacchierate virtuali, concordammo di mettere insieme un gruppo di persone, alcune più esperte altre più giovani e inedite, allo scopo di elaborare un libro che contemplasse tutte le arti: prosa, poesia, fotografia, grafica, pittura, musica, video. Con gli e-book di ultima generazione un libro simile è possibile.

Alcuni di loro si sarebbero occupati della prosa e dei racconti, altri della poesia, altri della fotografia e così via. Attualmente gli autori che collaborano al progetto sono una ventina, di cui alcuni stranieri.

Il Progetto Berlino dovrebbe risultare un libro “fotografico”, nel senso che tutti gli autori dovrebbero descrivere un’immagine, un’emozione, una storia, come se fosse una fotografia da mostrare ai lettori. Dopo varie discussioni, si decise di scegliere un luogo preciso da cui partire. Gli autori avrebbero dovuto descriverlo in una doppia veste: prima al presente, così come è ora, e poi al futuro, immaginandolo come potrebbe essere tra un centinaio d’anni.

Il progetto Berlino, infatti, vuole fare da ponte tra presente e futuro.

Dopo aver scartato città famose come Parigi, Londra o Berlino stessa, pensammo di concentrarci su una vecchia fabbrica di laterizi ormai in abbandono situata nel mio paese natio.

Questa fabbrica, denominata ex-Sieci, sembrava perfetta per essere descritta ed esplorata emotivamente da tutti gli autori, anche da coloro che non la conoscevano.

Il primo passo del Progetto fu quello di inviare dei fotografi sul posto per poterla fotografare.

Le foto furono poi inoltrate a tutti gli altri autori, i quali, a loro volta, produssero le loro opere sulla base delle impressioni ricevute.

Tutta questa fase, iniziata a gennaio 2016, doveva concludersi a marzo 2016, cosa di fatto avvenuta.

In questi tre mesi sono pervenuti racconti, fotografie, filastrocche, poesie, disegni e file musicali. Uno degli artisti si è proposto di creare un video che rappresenti tutta l’opera.

Ora gli artisti avranno a loro disposizione altri tre mesi per poter descrivere lo stesso luogo per come immaginano potrebbe essere tra un secolo.

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